Le regioni italiane ed il gioco d’azzardo

Si è detto che il “dialogo” tra le associazioni di categoria che tutelano il mondo del gioco d’azzardo e le istituzioni è produttivo e riesce a produrre risultati positivi trasmettendo ancora entusiasmo tra Autorità ed operatori che con il dialogo riescono a far comprendere le esigenze, il lavoro e la professionalità con i quali svolgono la propria attività. Il dialogo è sempre stato un mezzo, in generale, che ha portato a sviluppi positivi di qualsiasi “diatriba” si potesse contendere: in realtà per quello che concerne il gioco legale non è così perchè si è notato che ogni Regione dell’italico Paese traduce ed incamera notizie in modo diverso, e quindi in modo diverso le Autorità decidono e “sentenziano” e questo però suscita perplessità e tensione poiché non si comprende come la Regione Piemonte la pensi in un modo e la Regione Toscana in un’altro: ma tant’è…

Il Regolamento Regionale della Toscana prevede la distanza minime di 500 metri delle sale da gioco -e quindi dall’installazione slot machine- da luoghi considerati sensibili e tale regolamento è legittimo. Lo ha ribadito il Tar di Firenze respingendo la richiesta di un esercente di Viareggio al quale il Comune aveva negato l’autorizzazione a mantenere le slot nel locale troppo nelle vicinanze di una scuola privata. Il Tar ha ritenuto infondato il ricorso con riferimento alla natura vincolata ed al contenuto precettivo dell’art. 4 della Legge Regionale n.57 del 2013 ed ha ritenuto quindi manifesta l’infondatezza della questione di legittimità costituzionale sollevata dall’esercente.